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Provincia di Catania
Oggetto: Lavori di recupero e conservazione della Chiesa Matrice Maria
SS. della Catena.
Committente: Ufficio del Genio Civile di Catania
Importo dei lavori: €
721.477,52
Periodo: 2002/04
La chiesa di Maria SS. della Catena sorge nel centro storico della città
di Acicatena di fronte al palazzo del Principe e vicino all’oratorio
della Badia.
La costruzione della chiesa iniziò nel lontano 1586 in prossimità della
cappella dell’oratorio contenente un’icona della Madonna della Catena
quando il paese si chiamava ancora Scarpi.
La prima inaugurazione avvenne nel 1588 anche se la chiesa venne
completata soltanto alla fine del XVI secolo.
Nel 1640 la chiesa della Catena fu elevata a Matrice civile della città
che, nel frattempo cambiava il suo nome da Scarpi ad Aci Catena.
Purtroppo il terremoto del 1693 la distrusse quasi completamente
salvando solamente la struttura del coro della Madonna. Tuttavia
l’intraprendenza e la devozione del popolo catenoto fecero si che la
chiesa fosse ricostruita e riaperta al culto nel giro di pochi anni.
Nel 1811 fu aggiunto un altro piano al torrione del campanile ma nel
1818 un altro terremoto squassò la chiesa e la cupola sovrastante,
cosicché la conformazione attuale della chiesa si deve far risalire
alla metà del XIX secolo.
All’inizio dei lavori di restauro e risanamento conservativo la Chiesa
Matrice Maria SS. della Catena si presentava in uno stato generale di
dissesto dovuto all’effetto del terremoto del 1990 che ha causato
fessurazioni longitudinali passanti nel muro perimetrale, lesioni
passanti in chiave agli archi nella navata principale dell’abside,
fessurazioni sparse nelle volte, deterioramento dell’orditura della
copertura e dissesto del manto di tegole. Si segnalavano inoltre un
diffuso degrado degli intonaci, presenza di umidità nelle pareti, danni
evidenti in alcune porzioni della pavimentazione in marmi pregiati.
Per rimediare a tale situazione si sono effettuate i seguenti
interventi: consolidamento delle murature e colonne portanti mediante
iniezioni di miscela di malta; interventi di “cuci e scuci” per la
sarcitura delle lesioni esistenti; realizzazione di cordoli sommitali,
opportunamente legati alle murature esistenti; l’inserimento di tiranti,
posti a diverse quote, con lo scopo di assorbire le azioni orizzontali
dovute al sisma e di ripristinare il collegamento delle diverse
murature.
A completamento degli interventi di consolidamento strutturale si è
provveduto al rifacimento dell’orditura lignea della copertura e del
sovrastante manto di tegole.
Successivamente si è passati alla realizzazione di una nuova zona
servizi a piano terra adeguando ed ampliando quella esistente; al
rifacimento degli intonaci esterni con tecniche e materiali
tradizionali; alla tinteggiatura delle pareti interne e al rifacimento
degli stucchi interni; alla pulitura delle cornici in pietra lavica e
pietra calcarea ed al restauro della pavimentazione interna della chiesa
previa formazione di un vespaio di aerazione.
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